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Se il cane ha le convulsioni

Alcuni piccoli ed utili consigli

Se il cane ha le convulsioni




All'origine possono esserci motivi differenti, ma è sempre un "cortocircuito cerebrale" a provocare la crisi: un disturbo che non deve essere trascurato e che non si può tenere sotto controllo.
Il cane trema, sbava e si agista in maniera incontrollabile: sono tutti segnali di una crisi convulsiva in atto, un fenomeno che spaventa e mette in allarme i proprietari. Le convulsioni possono manifestarsi in maniera regolare o solo episodica e possono riguardare sia i soggetti giovani sia quelli più anziani. In ogni caso l'accaduto deve essere sempre valutato dal veterinario.

I segnali "classici"
Prima dell'arrivo della crisi, il cane è inquieto e cerca la compagnia del padrone. La convulsione sai manifesta con la perdita di coscienza, sguardo fisso, decubito laterale (posizione sul fianco), movimenti di "pedalamento" degli arti, rigidità del collo e degli arti, perdita di saliva, urine e feci. La crisi solitamente dura pochi minuti, ma in alcuni casi può prolungarsi oppure gli episodi possono susseguirsi a breve distanza. Subito dopo c'è un periodo di assestamento nel quale il cane recupera gradualmente le facoltà motorie e riprende consapevolezza dell'ambiente circostante. Quello descritto è l'andamento della crisi convulsiva classica. Esistono, però, altre convulsioni, definite "parziali", che durano pochi minuti e si manifestano anche solo con rigidità generalizzata del corpo e tremori, oppure sguardo fisso ed assente, senza perdita dell'equilibrio e del controllo degli sfinteri.

Gli esami per la diagnosi
Per verificare le cause e definire la cura, il veterinario eseguirà una visita accurata, esami del sangue e delle urine, un controllo neurologico ed eventuali ulteriori accertamenti (Tac, risonanza magnetica, analisi del liquido cefalorachidiano, contenuto nelle cavità dell'encefalo e del midollo spinale). Se non si trovano le cause si parla di epilessia idiopatica (cioè senza cause rintracciabili) e si attua una cura anticonvulsione a base di barbiturici e di bromuro di potassio. Si può anche intervenire durante una crici, soprattutto se di durata superiore ai 4/5 minuti, utilizzando sedativi per via rettale (diazepam).

Le cause sono diverse
La crisi convulsiva è scatenata da un cortocircuito di aree più o meno estese della coteccia cerebrale. Le ragioni sono molteplici: alcune proprie del sistema nervoso, altre legate ad apparati diversi.
Disfunzioni metaboliche: cali della glicemia (a volte indotta in cani diabetici da dosi eccessive di insulina) e della concentrazione del calcio, innalzamenti delle tossine azotate e degli enzimi epatici, alterazione degli acidi biliari. Tutte queste condizioni si ripercuotono sul corretto funzionamento della corteccia cerebrale. Si accertano con esami del sangue ed eventualmente con una ecografia addominale.
Malattie congenite: alcune razze (chihuahua, carlini, bulldog) sono predisposte alla comparsa di idrocefalo (accumulo di liquido nelle cavità dell'encefalo), con conseguente compressione del tessuto  cerebrale e crisi convulsive.
Infezioni o infiammazioni: la più frequente è il cimurro che, oltre l'apparato respiratorio e gastroenterico, colpisce anche il sistema nervoso, scatenando graviossime  e continue crisi convulsive. Purtroppo in questi casi la mortalità è alta.
Traumi:  cadute o incidenti automobilistici possono determinare la formazione di ematomi cerebrali e crisi convulsive. In questi casi, le terapie anticonvulsivanti associate a cure antinfiammatorie possono risolvere il problema.
Problemi vascolari: soprattutto nel cane anziano possono verificarsi ictus o ischemie che provocano insufficienza cerebrale. Fortunatamente, le capacità di recupero dell'encefalo del cane sono molto superiori a quelle dell'uomo, con ripresa di funzionalità a volte  notevoli.
Tumori: il sistema nervoso può essere interessato sia da tumori primari (che partono dal sistema nervoso stesso) sia secondari (metastasi di tumori originati in altre parti dell'organismo). La compressione del tessuto nervoso sano o le possibili eemorragie portano a convulsioni, con esito letale. Unica eccezione è data dai meningiomi, tumori superficiali dell'encefalo che possono essere rimossi con complessi interventi di neurochirurgia.

 
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