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Informazioni odontoiatriche veterinarie
(Per cani e gatti)
Patologia del cavo orale
Tra le patologie del cavo orale che più frequentemente colpiscono cani e gatti si riscontrano:
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Tutte le patologie della cavità orale necessitano di una terapia mirata, precoce ed adeguata.
Patologie parodontali
La causa principale di patologia parodontale è l'accumulo di placca, costituita per lo più da batteri e detriti alimentari. La mancata rimozione della placca dentale può determinare l'insorgenza di gengivite, retrazione gengivale e tasche parodontali. I batteri possono poi raggiungere attraverso il sangue altri distretti dell'organismo, quali il cuore, i reni e il fegato, determinando patologie complesse.
Anche se a volte presentano alitosi, diminuzione dell'appetito, riluttanza ad assorbire cibi duri e dolore durante la masticazione, cani e gatti difficilmente mostrano in maniera evidente i disagi provocati dalla patologia parodontale. E' dunque consigliabile un controllo periodico dal veterinario, per valutare la necessità di effettuare una pulizia dentale (detartrasi) in anestesia generale. Alla detartrasi, generalmente eseguita con apparecchi ed ultrasuoni, deve seguire la lucidatura, indispensabile per ritardare l'accumulo della placca e garantire una corretta e duratura igiene orale.
Prevenzione e mantenimento dei risultati
Per mantenere i risultati ottenuti con l'intervento del veterinario e prevenire o rallentare lo sviluppo di nuove lesioni parodontali, è bene istituire un piano d'igiene appropriato. Questo dovrebbe comprendere l'uso di diete secche, di materiali e giochi che stimolino la masticazione e soprattutto lo spazzolamento quotidiano dei denti. La chiave per una azione efficace è la rimozione quotidiana della placca dentale, che altrimenti va incontro a mineralizzazione e si trasforma in tartaro nell'arco di 24-
L'approccio iniziale rappresenta un punto basilare per riuscire a spazzolare i denti del cane e del gatto. Cercate di abituare il vostro animale a queste metodiche in maniera graduale e senza costrizioni, ma con decisione. Abituatelo fin da cucciolo a farsi toccare labbra e denti durante i momenti di relax o di gioco. Una volta che questa procedura risulti di facile attuazione potete iniziare ad utilizzare il dentifricio, massaggiandolo con un dito sui denti e sulle gengive. Nell'arco di qualche giorno si dovrebbe quindi riuscire ad utilizzare uno spazzolino da denti, preferibilmente morbido, la cui efficacia nel rimuovere la placca dentale è superiore a qualunque altro mezzo meccanico.
Anche se idealmente tutte le superfici dentali dovrebbero essere spazzolate, la faccia esterna dei denti è quella che richiede maggiore attenzione durante la manualità di igiene. Grazie infatti all'azione della lingua e alla normale attività masticatoria, sulla superficie dentale interna e su quella occlusale (verso l'arcata opposta) si accumulano generalmente poca placca e poco tartaro. Per spazzolare i denti del cane o del gatto, ci si pone di fronte all'animale, si solleva il labbro superiore, e si introduce lo spazzolino tra le arcate dentarie e le guance, appoggiando le setole ai denti ed effettuando piccoli movimenti rotatori. E' raccomandabile l'utilizzo di un dentifricio per uso veterinario, che ha caratteristiche diverse rispetto ai dentifrici per uso umano. La presenza di clorexidina digluconato in alcune paste dentifrice aggiunge all'effetto meccanico dello spazzolino un'azione chimica che favorisce il controllo della flora batterica della cavità orale. Per i soggetti più difficili, è possibile utilizzare uno spry a base di clorexidina digluconato che può essere nebulizzato direttamente in cavità orale oppure applicato con un batuffolo di cotone morbido, anche se l'effetto meccanico in questo caso viene meno.