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COMPORTAMENTO
Da grande sarò bravo!!
Per impedire ad un cucciolo di diventare un cane problematico, è importante ed indispensabile tutelare la sua salute psichica fin dalle prime settimane di vita, consentendogli innanzitutto di restare per almeno 60/70 giorni con la madre e i fratelli.
Tutti gli esseri viventi, durante le varie fasi della crescita, oltre allo sviluppo fisico vivono profonde modificazioni anche a livello psicologico.
Ciò è valido anche per i cani: qualunque elemento in grado di turbare il loro sviluppo psichico può, infatti, ripercuotersi sul comportamento futuro dell'animale.
Da neonato a giovane: quattro sono gli stadi in cui viene suddiviso lo sviluppo comportamentale dell'animale.
o LO STADIO NEONATALE: è quello che riguarda i primi giorni di vita; il cucciolo ha ancora chiusi occhi e orecchie, non è in grado di muoversi e si orienta verso i capezzoli della mamma seguendo una debole traccia olfattiva, legata anche al calore ("segnale tattile") del corpo materno.
o LO STADIO DI TRANSIZIONE: è caratterizzato da una rapida maturazione a livello sensitivo e motorio, che porta il cucciolo a rendersi conto che esiste, intorno ad esso, un mondo popolato da altri individui.
o LO STADIO DI SOCIALIZZAZIONE: può essere collocato tra i venti e i sessanta giorni di vita; è senza dubbio il più importante, in quanto consente al cucciolo di compiere una vera e propria maturazione comportamentale, grazie alla quale è in grado di instaurare correttamente i rapporti con gli altri.
o LO STADIO GIOVANILE: va dai due mesi fino alla maturità sessuale, il cui raggiungimento è variabile da razza a razza, anche in funzione della taglia corporea.
L'IMPORTANZA DELLA FAMIGLIA
Il rapporta con la madre e i fratellini è indispensabile per il corretto sviluppo comportamentale del cucciolo; le prime cose apprese dipendono proprio dal rapporto che si instaura con …i parenti.
Si tratta di esperienze insostituibili che, se non vissute in modo corretto, possono comportare notevoli problemi nel periodo della crescita e della socializzazione.
Da brava mamma la femmina insegna ai suoi piccoli l'educazione, mostrando loro con segnali di tipo visivo e sonoro come devono comportarsi se vogliono diventare cani a tutti gli effetti.
La relazione con gli altri membri della cucciolata è un legame forte che, anche se destinato ad indebolirsi con il tempo, conferisce a ciascun cucciolo una stabilità caratteriale, capace di trasformare l'iniziale identità di gruppo in una identità individuale ben definita.
Una volta indipendenti, ognuno prenderà la propria strada e se in futuro si ritroveranno, non avranno scordato certamente il passato; senza quel rapporto iniziale tutto sarebbe sconvolto e la loro individualità, così come il senso di appartenenza alla specie, sarebbero sicuramente compromessi.
I PROBLEMI PIU' FREQUENTI
Le ricerche sul comportamento del cane hanno chiarito molti aspetti.
¢ Cuccioli messi troppo presto a contatto con l'uomo diventano con ogni probabilità cani adulti iperdipendenti dall'uomo al punto da comportarsi poi in maniera asociale (fino a risultare anche sessualmente impotenti) nei confronti dei propri simili;
¢ Soggetti che al contrario non hanno mai avuto contatti con esseri umani, nei primi tre mesi di vita, sono animali difficili da far socializzare e, in certi casi, addirittura, impossibili da rendere domestici;
¢ Cuccioli allevati con brevi contatti con l'uomo durante lo stadio di socializzazione diventano, nella maggior parte dei casi, cani adulti con disturbi di comportamento quali per esempio la timidezza o la paura;
¢ La sindrome da privazione, disturbo molto comune tra i cuccioli, che deriva dalla mancata socializzazione a seguito di eccessivo isolamento: i cuccioli si dimostrano molto timorosi nei riguardi di qualunque situazione, come rumori presenza di altri animali, contati con estranei ecc.
QUANDO ADOTTARLO? Si consiglia di attendere che il cucciolo abbia compiuto i due mesi di vita.