Menu principale:
CANI DI RAZZA E NON
Perché esistono così tante razze di cani?
Molti si chiedono se davvero ci siano motivazioni valide per ricercare da una parte "la razza pura" (che per alcuni indica una posizione di puro e semplice snobbismo verso i cani meticci) e dall'altra per cercare un numero così elevato di tipologie canine diverse.
In realtà non è stato solo l'uomo a selezionare le razze: in condizioni di isolamento geografico, per esempio, è stata direttamente la natura a fissare un "tipo" (ovvero i caratteri morfologici che si ritrovano immutati all'interno di una determinata razza) e a mantenerlo inalterato per secoli o addirittura per millenni.
In altri casi, invece, la selezione è stata effettivamente attuata dall'uomo, ma sempre per scopi utilitaristici, perché non esiste razza che in origine sia stata costruita in base a canoni puramente estetici.
Già da secoli l'uomo, avendo eletto il cane a suo compagno e collaboratore, cercava di fissare le caratteristiche più desiderate in base alla funzione che il cane era chiamato a svolgere: caccia, guardia, difesa…..mai nulla di superfluo, ma sempre attività che aiutassero l'uomo ad affrontare meglio la difficile vita dei tempi passati.
La selezione, dunque, era molto severa e riguardava prima di tutto il carattere e l'attitudine al lavoro; in seconda battuta veniva la morfologia, che però era vista a sua volta in un'ottica esclusivamente funzionale.
Il cane da pastore, che doveva trascorrere intere giornate guidando il gregge su e giù per i pascoli, doveva essere soprattutto resistente; l'andatura che garantisce maggior resistenza è il trotto, quindi il pastore doveva essere costruito come un trottatore.
Il levriero doveva cacciare a vista e catturare da solo la preda, quindi la sua morfologia doveva essere quella di un corridore velocissimo (galoppatore), i suoi occhi dovevano essere collocati in posizione obliqua per garantire una visione migliore …. e via così.
Alla domanda:"perché non lasciare che i cani si accoppino con chi preferiscono, lasciando fare alla natura?" ci sono invece due risposte.
La prima è che la natura, purtroppo per noi, non darebbe vita a cani "a misura d'uomo", ma a cani "a misura di cane".
Alla natura interessa solo la sopravvivenza del più adatto, e la selezione naturale ha creato (e continuerebbe a creare) semplicemente cani capaci di cacciare e di riprodursi con efficacia: ma non creerebbe mai cani da difesa, da compagnia o atti ad altri compiti prettamente "umani".
La seconda risposta riguarda la scienza, che ci ha permesso di studiare la genetica e la sua salute e oggi ci consente di eseguire controlli sanitari in grado di evidenziare le malattie ereditarie, escludendo dalla riproduzione i cani portatori e garantendo quindi una migliore qualità della vita ai cuccioli che facciamo venire al mondo.
Se questi sono i motivi principali per cui esistono le razze, il fatto che ne esistano così tante è legato prima di tutto alla grande ecletticità del cane.
Poiché la "specie" cane è in grado di svolgere moltissimi compiti diversi, la logica conseguenza è stata quella di creare razze sempre più specializzate: così, per esempio, dal semplice "cane da caccia" si è passati al cane da ferma, da seguita, da pista di sangue, da riporto e così via.
Un altro motivo che sta alla base della creazione di tante razze si può trovare nelle notevoli difficoltà di comunicazione che esistevano nei tempi passati tra luoghi distanti tra loro.
Così popoli diversi, uniti dallo stesso desiderio di avere al proprio fianco un cane capace di svolger un determinato compito, hanno creato, a volte, razze quasi identiche, che però si sono sviluppate in località diverse, all'insaputa l'una dall'altra, e che oggi rappresentano l'orgoglio e il vanto della propria nazione: quindi nessuno è disposto a rinunciarvi, anche se esistono altre razze quasi identiche di altre nazionalità.
Con la cinofilia moderna, a partire dal XIX secolo in Gran Bretagna, la definizione ufficiale di una razza passa attraverso la stesura di uno standard, vale a dire di un testo che ne descrive le caratteristiche morfologiche e caratteriali che devono essere prese come linee guida per l'allevamento.
Non sono molte le razze che vengono riconosciute ogni anno perché il processo selettivo che porta alla creazione di una nuova razza è piuttosto lungo.
Spesso il riconoscimento ufficiale viene a consolidare un'azione di salvaguardia su razze che rischiano l'estinzione e per cui si sta tentando un'operazione di recupero.
Il mondo delle razze riconosciute trova la sua espressione nelle esposizioni di bellezza, che pur ponendo l'accento sull'aspetto estetico non devono mai perdere di vista l'aspetto funzionale.
Nel mondo di oggi, che spesso ha perso il legame diretto con l'impiego pratico del cane, questa è purtroppo un'esigenza talora contraddittoria, tanto che per alcune razze si sono create delle nette separazioni tra soggetti adibiti a prove di lavoro e soggetti presentati in esposizioni di bellezza.
A dispetto del gran numero di razze, quelle che godono poi di una grande diffusione e popolarità sono molte meno: ma non sempre la popolarità e indice di effettiva qualità, anzi nel mondo canino le razze soggette a mode sono anche quelle che corrono i maggiori rischi rispetto alla propria integrità e identità.
Oggi esistono nel mondo circa 500 razze canine: ma non tutte sono rappresentate negli stessi paesi e non tutte sono riconosciute ufficialmente dagli stessi organi ufficiali della cinofilia.
In Europa esistono razze che gli Stati Uniti, per esempio, non considerano tali (come il cane Corso) e viceversa (L'American pit bull terrier è un cane di razza pura per gli Stati Uniti, ma non per gli organi cinofili europei).